VOLLEY LANGHE, DA SEMPRE VORREBBE ESSERE LA NOSTRA SFIDA.

pubblicato in: Psicologia e Pallavolo | 0

Sempre e ovunque la forza del gruppo sovrasta quella dei singoli.

Un gruppo funziona se le persone coinvolte si sentono squadra, che non significa solamente scendere in campo tutti insieme, bensì avere la stessa mentalità senza preoccuparsi soltanto del proprio tornaconto personale, ma occupandosi del risultato di tutti.  

Il forte sentimento di appartenenza alla squadra è di stimolo per ciascuno  a rendere al 110%, superando così insieme ostacoli che invece singolarmente sarebbero insormontabili.    

Per ottenere questo, occorre preoccuparsi non tanto delle proprie condizioni (fisiche, emotive, ecc.) o dello sviluppo delle proprie capacità tecniche ma, soprattutto, di quelle di chi ci sta accanto.

Giocare in squadra significa preoccuparsi, prima di tutto, di come si sente il nostro compagno e, successivamente, di come ci sentiamo noi.

Ecco quindi che il motivare significa dare la carica, dare l’esempio, essere di stimolo e di supporto a chi gioca con noi, perché da soli è difficile, se non impossibile, vincere.

Essere disponibili l’un per l’altro sia che si vinca sia che si perda dando uno scopo chiaro e focalizzando valori e obiettivi condivisi.

Questa è una sfida, una ragione d’essere che impegna e motiva le persone a collaborare.

E’ pertanto importante sempre:

Definire obiettivi e strategie chiare e vincolanti sia per i singoli membri, sia per il gruppo nel suo complesso, stabilendo un patto in cui ciascuno si riconosca nei valori e nei principi della squadra.

Sviluppare le abilità di ciascuno valorizzando e sviluppando le proprie potenzialità e caratteristiche tecniche personali.

Favorire un clima di forte fiducia reciproca per lavorare e per poter “vincere” insieme, ricordando sempre che solo con la forza di un gruppo motivato, si possono ottenere risultati straordinari.

Creare uno spirito di squadra con la convinzione che ognuno in un gruppo lavora per il bene comune, perché nessuno da solo sarà mai più forte di tutti insieme.

Orientare l’attenzione sulle azioni ben riuscite, individuando e sottolineando maggiormente i comportamenti positivi specifici del singolo che contribuiscono al successo di squadra, ricordando infine, che in una squadra non c’è spazio per le persone disfattiste, ma solo per quelle positive anche nelle difficoltà.

Bruno Curto