SCELTE DI GIOCO NELLA PALLAVOLO MASCHILE 3

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Ad alto livello, il palleggiatore effettua la quasi totalità delle sue alzate in sospensione.
Questo nasce sia da un’esigenza tattica, perché il gioco d’attacco diventa più veloce, che da una necessità tecnica, visto che nel palleggio in elevazione è facile mantenere la posizione neutra del corpo.
Oltre a questo vantaggio tecnico-tattico esiste anche una differenza dal punto di vista biomeccanico, infatti nel palleggio in sospensione la catena cinetica è di tipo aperta cioè la spinta della palla avviene tramite la rotazione delle masse attorno al baricentro.
Nel palleggio piedi a terra, la catena cinetica è di tipo chiuso cioè la spinta della palla avviene attraverso l’azione combinata degli arti inferiori e arti superiori.

La precisione del palleggiatore darà fiducia ai suoi attaccanti.
Un’alzata precisa ha una traiettoria adatta alla situazione e all’attaccante sollecitato.
Però, affinché il palleggiatore possa eseguire un’alzata precisa, deve essere capace di muoversi con grande rapidità, in spazi relativamente piccoli per adottare la posizione di alzata ideale che è sotto la palla.
Ogni attaccante ha delle qualità fisiche differenti che gli permettono di colpire la palla ad una certa altezza. Il ruolo del palleggiatore è di adattare le sue traiettorie a ciascun attaccante in termini di velocità e di altezza e di essere costante nella loro realizzazione.

Questo giocatore, combinando tecnica e tattica, attraverso la presenza costante in ogni azione di gioco, disegna strategicamente l’evoluzione di ogni singola partita.
Nella gestione delle scelte tattiche, l’obiettivo dell’allenatore è di rendere autonomo per quanto possibile il palleggiatore.
La preparazione delle partite, le tattiche che meglio si adattano alla propria squadra e quelle più efficaci per avere la meglio sull’avversario sono comunque delle informazioni che dobbiamo dare al palleggiatore. Ma sul terreno di gioco, anche se possiamo aiutarlo attraverso adattamenti alle opzioni di base, dovrà trovare da solo la migliore soluzione alla situazione di gioco.
Inoltre, nella pallavolo moderna, il filo tattico è molto più complicato perché il numero di azioni da giocare è molto più basso.
Il palleggiatore deve essere in grado di variare l’uso del “TEMPO” e dello “SPAZIO” per mantenere sempre alto il ritmo di gioco durante la partita.
Il “TEMPO” di palleggio utilizza una forte componente verticale, mettendo in evidenza L’ANTICIPO e L’ALTEZZA;

lo “SPAZIO” ha una forte componente orizzontale nella traiettoria della palla e se sfruttato con intelligenza, crea facilmente lo spazio libero a rete.

L’utilizzo dello SPAZIO e del TEMPO crea le “COMBINAZIONI” d’attacco.

La base delle combinazioni offensive è l’attacco di 1°TEMPO.

Questi attacchi hanno lo scopo di prendere in controtempo il muro avversario se questo interviene in lettura, cioè se legge le intenzioni del palleggiatore oppure, evitare il muro centrale, se questo è intervenuto ad impegno (opzione) saltando cioè con l’attaccante.
Ma questi attacchi sono anche dei punti fissi deputati a creare degli intervalli o degli spostamenti nella difesa avversaria, utilizzabili dagli attaccanti esterni.
La credibilità di questi punti fissi porta spesso il muro a spostarsi nella loro zona, ciò crea di conseguenza degli spazi tra i giocatori a muro, non permettendo loro di intervenire in maniera efficace a muro, sia per quanto riguarda l’altezza che l’omogeneità.

Ci sono tre basi offensive principali che corrispondono alle tre famiglie d’attacco a disposizione del centrale, cioè:
il primo tempo avanti (1) BASE 1
il primo tempo dietro (2) BASE 2
il primo tempo di tesa al centro (7) BASE 7

Avremo pertanto:
in BASE 1 tutte le combinazioni strutturate attorno al 1°TEMPO avanti
in BASE 2 tutte le combinazioni strutturate attorno al 1°TEMPO dietro
in BASE 7 tutte le combinazioni strutturate attorno alla TESA centrale

./.. segue la prossima puntata