L’Uso del Rinforzo

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In psicologia per rinforzo s’intende qualsiasi evento suscettibile di aumentare la probabilità di emissione di una risposta. I rinforzi sono positivi o negativi a seconda che tendano a incoraggiare o inibire un specifico comportamento, pensiero o sentimento. Sebbene, i principi su cui si basano i rinforzi siano semplici da capire, è necessaria molta abilità nel saperli utilizzare con gli atleti. Sicuramente è facile fornire rinforzi a piccioni e ratti nei laboratori, ma se consideriamo i giocatori di una squadra seduti in panchina, per alcuni potrà essere considerato un premio stare a bordo campo mentre per altri potrebbe funzionare da rinforzo negativo. Quindi i rinforzi debbono essere considerati in modo relativo e non assoluto e, soprattutto, bisogna ricordare che un rinforzo, valido per un atleta, può non essere efficace per un altro. Inoltre, è necessario che l’allenatore sia coerente e sistematico nel fornire i rinforzi. Se mostra un comportamento prevalentemente non coerente e imprevedibile gli atleti si confonderanno e non avranno la chiara percezione di quali siano i loro compiti e di cosa ci si aspetti da loro. I rinforzi non sono solo positivi o negativi ma ognuno di questi due tipi può essere fornito o non-fornito (Martens, 1975) e combinando queste quattro possibilità si hanno due tipi di rinforzi positivi e due tipi di rinforzi negativi. Il rinforzo positivo fornito è quello prodotto dall’allenatore che si congratula con l’atleta dopo che ha svolto un esercizio corretto. Il rinforzo negativo fornito si evidenzia ad esempio quando l’allenatore critica lo scarso impegno in allenamento. Non fornire rinforzi può essere interpretato in termini positivi dall’atleta. Ad esempio, un allenatore critica con frequenza la mancanza di precisione di un atleta nell’esecuzione di specifiche prove; l’atleta migliora l’esecuzione e l’allenatore non dice più niente. In questo caso l’assenza di un rinforzo negativo funge da premio per l’atleta. Non fornire rinforzi può, comunque, essere percepito dall’atleta come punizione o rinforzo negativo. Ciò si manifesta, ad esempio, quando gli atleti si aspettano che l’allenatore lo incoraggi in allenamento dopo una serie di prove impegnative, e l’allenatore, invece, ignora questa aspettativa, di modo che il suo comportamento funge così da punizione. Verranno ora descritti alcuni principi che favoriscono un efficace uso dei rinforzi nella pratica sportiva (Martens, 1990) e che consentiranno di rispondere alle seguenti domande:
1.Che cosa rinforzare?
2.Quando rinforzare?
3.Quanto sovente rinforzare?
4.Che tipi di rinforzi utilizzare?
5.Bisogna fornire le punizioni?